Tinto Brass: cinema "erotico" o cinema "eretico"? L'intervista.
Il regista con il culto del culo e la nuova musa che di quel culto è l'indubbia sacerdotessa massima. Un film e un libro per consacrare la passione trentennale dell'autore de "La chiave"
Erasmo da Rotterdam elogiava la pazzia.
Goethe, Shakespeare, Baudelaire, elogiavano la
donna.
Victor Hugo, molto più sommessamente, elogiava invece il gatto. Cosa manca? Già, manca il
culo. Anzi mancava, perchè da oggi ci ha pensato
Tinto Brass.
Edito da
Pironti, è nelle librerie il primo esperimento letterario del maestro del cinema soft-core italiano: "
Elogio del culo". Un'apologia, un
ritratto ("di spalle?"), un gioco, un
divertissement, una follia, la sublimazione del culto del ludico, di un autore che molti potrebbero definire
lurido, o semplicemente del
culto del culo.
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